L'EDIFICIO:
Palazzo Carli, sede della Biblioteca dell'Archivio Storico e degli Uffici Culturali, è un'antica residenza nobiliare di proprietà comunale, inserita in un contesto storico omogeneo.
E' un edificio cinquecentesco, di quattro piani, abitazione originaria della famiglia Franceschini, di impianto rinascimentale con marcata ristrurrurazione settecentesca. Il Palazzo è arricchito da un giardino interno sistemato all'italiana.
Pervenne alla famiglia Carli dal matrimonio di Gaetano con Anna Franceschini, alla cui famiglia apparteneva l'edificio, bisavola degli ultimi eredi; fu acquistato dal Comune dopo il sisma del 1979 e restaurato negli anni successivi. Internamente è decorato con pitture ad olio e a tempera del XVII sec., raffiguranti finti drappi alle pareti e personaggi e paesaggi mitologici all'interno delle volte.


IL GIARDINO:
Lo storico palazzo Carli, sede dell'Archivio Storico e della Biblioteca del Comune di Cascia, dispone di un giardino interno, interamente racchiuso da muri perimetrali e con un portico-limonaia, secondo l'uso delle nobili famiglie.
Il palazzo e l'ammesso giardino era originariamente la residenza principale della più importante famiglia casciana, i Franceschini, presenti, come potentato, fin dalla fine del '300. Il palazzo assunse l'attuale nome a seguito del matrimonio di una Franceschini con un nobile proveniente dal Regno delle Due Sicilie, intorno al 1850.
Il giardino è stato realizzato riutilizzando il perimetro di un palazzo crollato probabilmente a seguito del terremoto del 1599, del quale ancora sono evidenti le aperture dei fondi e, lungo il perimetro, le attaccature delle volte. Con la grande ristrutturazione del palazzo, avvenuta dopo il 1703, anche il giardino fu abbellito con la costruzione del portico al disotto del quale fu realizzata una imponente "neviera" per la conservazione del ghiaccio.
Il giardino fu arredato all'"italiana" , delimitando le aiuole con mattoni di cotto, e selciando i passaggi; frammenti architettonici, probabilmente residuali dell'antico palazzo, furono disposti come materiali erratici sulle aiuole secondo il gusto romantico. Rilevante è un gigantesco bosso, fatto crescere a pianta singola, piantato probabilmente al tempo della prima trasformazione in giardino e sicuramente pianta secolare, date le dimensioni assunte.
Sono tuttora presenti alcune rare ed importanti specie vegetali come il gelsomino "nostrale" dalle piccole coriacee foglie e dai minuti profumatissimi fiori bianchi; la chelidonia, erba medicinale usata per le emorragie e per le donne partorienti; alcune piante di rose con i fiori fatti da petali fitti e serrati, odorosissime; vi sono anche bulbose del tipo lilium con fiori molto alti.
Al giardino si accede direttamente dal palazzo, collegato con un arco rampante sulla pubblica via, o dall'estermo mediante due porte simmetriche poste sul lato che affaccia in via del Plebiscito.


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